Punti di vista

Chirurgia estetica, riflessioni e scoperte sconcertanti

Ieri, parlando con un’amica, ho rivalutato un’idea che avevo già avuto e respinto più volte: scrivere un articolo a proposito delle operazioni chirurgiche subìte. Anche se ne ho già parlato in precedenza su instagram, youtube e facebook e, in pratica, ogni volta che per qualche motivo metto in mostra la pancia scoppia una mega-polemica, ho pensato che magari certi discorsi non avessero raggiunto tutti gli utenti. Probabilmente sarebbe stato meglio parlarne sul blog, esprimermi chiaramente, raccontare la mia storia. Con questo proposito in mente, ho ritirato fuori un paio di vecchi h.d. (tanto vecchi che il mio computer non era molto propenso a lasciarmi vedere cosa contenessero) e sono andata a cercare le foto di ‘prima’, da accostare a quelle di adesso per sviscerare l’argomento in lungo e in largo.

Ed è così che ho fatto la mia prima scoperta (niente di trascendentale): mi sono abituata così tanto a sentirmi dire che ho ‘barato’, che non ho un certo tipo di fisico ma sono il risultato di operazioni chirurgiche ben riuscite (beh, c’è chi dice persino di peggio), da dimenticare completamente come fossi realmente prima e quali fossero le differenze. Scopriamolo insieme:

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Il fatto è che, in realtà, la pancia non c’era neanche prima. Questa è la mia conformazione naturale. Lo è stata durante tutta la mia ‘ascesa’. Lo era quando pesavo 70, poi 80, 90, 100, 110 chili. Il problema è nato dopo, quando li ho persi, quando tutto si è svuotato e raggrinzito e mi è venuta fuori la pancia di un’ottantenne (con rispetto parlando). Ma, anche in quel caso, si trattava di una cosa visibile solo in certe condizioni, perché bastava sapersi vestire per fare sparire tutto. Una prova? La terza foto di questa serie che abbiamo appena visto. Lì avevo già perso circa 25 kg.

Adesso abbandoniamo questi dettagli, tutto sommato noiosi, e veniamo al nocciolo della questione. All’evoluzione del pensiero.
Ho aperto 50, 60 cartelle di foto… per rintracciare periodi in cui fossi visibilmente più grassa:

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O molto più magra, anche di quanto la mia memoria mi suggerisse:

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A un certo punto ho perso di vista lo scopo della mia ricerca. A mo’ di automa aprivo questa, poi quella e quell’altra cartella e mi guardavo con sconcerto, perché mi sono resa conto di una cosa: io mi sono sempre vista e considerata un mostro. Anzi, usiamo il termine che mi viene in mente: CESSO. Io mi sono sempre vista e considerata un vero cesso. Non importa che in quel determinato periodo fossi più magra, più grassa, più bionda, meno bionda, più in versione hostess o in versione sportiva. Non vi inganni neanche il fatto che mi scattassi quel trilione di foto al mese: un po’ era bisogno di conferme, un po’ era esibizionismo… del resto mi sono sempre auto-descritta come una narcisista repressa, a causa del fatto che l’aspetto non fosse all’altezza delle (mie) aspettative (scusate il gioco di parole). Io mi sentivo sempre, sempre inadeguata. Sempre ‘meno’ qualcosa. Meno magra di quanto avrei dovuto, meno simpatica di quanto avrei dovuto, meno altruista di quanto avrei dovuto, meno paziente di quanto avrei dovuto. Guardavo tutte queste foto in cui così, a un primo sguardo, riconosco solo una ragazza carina (non dovrei dirlo? Lo penso). A volte più grassa, a volte meno, a volte più spontanea, a volte col broncio stupido ‘da foto’… ma, comunque, sempre una ragazza carina. Non certo un cesso. Non certo un essere inadeguato sotto tutti i punti di vista. Non un mostro.

Non ho potuto fare a meno di versare una lacrima (una, concedetemela) e provare rabbia e sconforto. Perché, una persona comune, dovrebbe passare 2/3 della propria vita odiandosi? Perché dovrebbe sentirsi sempre nel posto sbagliato, al momento sbagliato, indossando la ‘maschera’ sbagliata? Perché dovrebbe concentrarsi su problematiche inesistenti, invece di godersi la presenza di eventuali amici, le emozioni… insomma la vita?

Perché, anche quando ho toccato i picchi massimi di magrezza, non facevo che pensare a quanto fossi grassa, e brutta, e goffa?

Queste sono le domande che devo farmi, non cosa sia cambiato con un’addominoplastica o con una liposuzione.
Come disse una volta un amico di mia madre, la liposuzione avrei dovuto farla al cervello. Ecco.

Vi prego, non passate metà, tre quarti o addirittura l’intera vita pensando di essere sbagliate. Fidatevi di chi vi dice che siete belle, di chi vuole avervi vicino e vi ama. Cominciate a prendere in considerazione il fatto che, forse, la vostra visione di voi stesse sia distorta, viziata. Cominciate ad aprire la mente e sforzatevi di accettarvi o, almeno, di non pensarci: non è che tutta la vostra vita ruoti intorno al vostro aspetto, credetemi. Non è che non si possa semplicemente provare, per un breve periodo, a non curarsene. Uscite di casa e provate a sentirvi libere, slegate dal meccanismo atroce in cui siete rimaste intrappolate. Tiratevi fuori dalla ‘gara’, dalla competizione, dallo stress, e uscite per il puro gusto di vedere il mondo, non di farvi vedere dal mondo.

Provate. Fatevi coraggio. Forzatevi.

Un giorno potreste piangere guardando a com’eravate e pensando a quanto tempo abbiate sprecato e quanto dolore inutile vi siate inflitte.

34 Comments

    1. Avatar

      Giorgia

      8 Agosto 2014 at 3:11 pm

      Parte tutto da te. In qualche modo, ne sei artefice.

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    Graziella EsMO

    8 Agosto 2014 at 2:44 pm

    Penso che ci mettiamo a piangere noi adesso!
    Mi sa che ci siamo passate tutte e stiamo cominciando a rinsavire ora che abbiamo 30 anni 😛 ciò significa che abbiamo almeno altri 60 per vivere bene e fare cavolate, no??? 😀

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      Giorgia

      8 Agosto 2014 at 3:12 pm

      Beh, sì, se la metti così… 🙂

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    Daniela

    8 Agosto 2014 at 3:02 pm

    Un post che arriva proprio nel momento giusto. Il mio desiderio di rinascita, da qualche mese, si basa sulla maggior parte delle osservazioni che hai scritto… Grazie 🙂

      1. Avatar

        Daniela

        8 Agosto 2014 at 7:38 pm

        Se tutto va bene mi sono rotta cosi tanto le palle di sentirmi inferiore che la mia testa ha sentito il dong (della rottura di palle appunto!).
        E cmq vedere simone cosi piccino è meraviglioso ahahahh

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    Miria - Plus kawaii!

    8 Agosto 2014 at 3:18 pm

    Tu sei fantastica, e qui non si discute.
    Sai, ora mi sento in colpa per quello stupido commento che ti ho lasciato sulla foto, perchè quando ho scritto che rivedendole ho pensato “paura” mi riferivo alle scelte di stile, a quello che indossavo, a come lo indossavo. (anche perchè, non è che avessi alternative…)
    Mi sono sempre sentita inadeguata rispetto agli altri, ma in generale proprio, temo sia semplicemente il mio carattere e l’ho accettato. Ma questo spesso mi aiuta ad accettarmi e a piacermi nonostante tutto, perchè credo di essere piuttosto obiettiva e di saper vedere anche i miei pregi… non so se ha senso quello che ho scritto, non sono brava a trasmettere pensieri profondi.
    Ripensandoci mi sono sempre sentita così, tutt’ora mi sento così: inferiore alla media, ma più che sufficiente per me stessa. Di nuovo, non so se ha senso…

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      Giorgia

      14 Agosto 2014 at 11:43 am

      Miria <3
      Non ho travisato mai, neanche per un attimo. Avevo intuito che ti riferissi a quello 🙂 è come quando si guardano le foto di 10, 20 anni prima… e ci si sente ridicoli, perché nel frattempo la moda è cambiata o perché, magari, ancora non avevamo capito cosa ci valorizzasse e cosa ci peggiorasse.

      Ma l'avevo presa con estrema leggerezza, quella tua frase, eh! 🙂

      E comunque quello che dici ha ASSOLUTAMENTE senso 🙂

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    Marina Milesi

    8 Agosto 2014 at 3:18 pm

    Io ho 46 anni …vi seguo con l’affetto e stima ..io ormai faccio parte di quella generazione che per tutta la vita ha dovuto subire umiliazioni e critiche che nn sto qui a dire … e che ancora indossa maglioni larghi e scuri perché si vergogna .di quello che è un bacio …a tutte siete grandi

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    Anna Laura Uistitì

    8 Agosto 2014 at 4:21 pm

    A parte il fatto che sei meravigliosa in tutte le foto,ti capisco benissimo perché è la stessa cosa che ho pensato di me per tutta la vita solo adesso sto cominciando ad apprezzarmi per come sono e chi se ne frega del resto del mondo! Tranne ovviamente chi già ci apprezza… per fortuna qualcuno c’è

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    Alessandra

    8 Agosto 2014 at 4:39 pm

    Giorgia, la lacrimuccia l’hai fatta scendere a me!
    Parole stupende nelle quali mi ritrovo tantissimo…e credo che tu sia una persona fantastica ad aver raggiunto questa consapevolezza…
    Forse a me manca ancora un pochettino..ma c’è la farò ;););)
    Buona giornata cara!

    Kiss
    Ale

    http://www.thelifeseenfromabove.com

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    Ale_verdementa

    8 Agosto 2014 at 5:58 pm

    Che bel post Gio! Condivido tutto. E comunque sei sempre stata molto bella 🙂

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    nadietta

    8 Agosto 2014 at 7:35 pm

    Grazie, grazie davvero per questo post.. pesavo 112 kg, poi la svolta e 2 anni fa arrivai a 64, ora 75 e piango ogni giorno… quando riguardo le mie foto ho la stessa sensazione: non mi piacevo a 112, non mi piaccio ora, non mi piacevo magra, ne avevo sempre una.. ora sto imparando ad amarmi, poco a poco, poi perderò quei kiletti che mi torturano, ma devo prima amare me stessa ed il mio corpo… grazie davvero x averci fatto riflettere…. sei stupenda..

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    TondaMente CurvyBlog

    11 Agosto 2014 at 8:18 pm

    Mi rispecchio in ogni singola parola. Anche io spesso riguardo vecchie foto di quando pesavo trenta kg di meno, e mi incazzo perchè adesso, vedo una bellissima ragazza, ma all’epoca mi veniva detto che ero cicciona, che ero brutta, ed io ne ero assolutamente convinta! Io ero certa di essere una mostruosità della natura! Di conseguenza, ovvio, ho perso molti momenti e molte emozioni che, se mi fossi sentita più libera e più gratificata dal mio aspetto fisico, di certo non mi sarei lasciata sfuggire!

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    Cristina

    14 Agosto 2014 at 11:07 am

    Ciao Giorgia. Non sono un’assidua lettrice del tuo blog, forse perché -sinceramente- provo una sincera repulsione verso il concetto di “curvy è bello”. Tuttavia ciò che apprezzo di te sono la grinta e la tenacia con cuo perori la causa del tuo corpo, e sospettavo che dietro questa energia ci fosse dietro qualcosa di più. Senza perdermi in sofismi di sorta.. volevo dirti che io leggendo questo articolo ho pianto. Ho pianto perché io mi sento come ti sei sentita tu. Mi sento un mostro ora che peso 48kg, mi sentivo inadeguata anche quando ne pesavo 43, e sicuramente quando ne pesavo quasi 60. Il succo è che nessuno puo’ capire cosa voglia dire sentirsi dei “mostri”, nemmeno quando ci dicono che siamo belle e che valiamo qualcosa. Insomma, questo articolo mi ha colpita moltissimo, si vede tutto il disagio che hai provato e per quanto in disaccordo io possa essere in merito al tuo concetto di curvy, non potrei essere più d’accordo in merito al passare i 3/4 della vita a disprezzarci. Per cosa poi?

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      Giorgia

      14 Agosto 2014 at 11:40 am

      Con la stessa sincerità ti rispondo, pur essendo felice del fatto che tu abbia trovato dei punti di coesione tra il mio pensiero e il tuo in questo specifico articolo, che non capisco a cosa tu ti riferisca quando dici che sei in disaccordo ‘in merito al mio concetto di curvy’. Né quando dici che provi una sincera repulsione verso il concetto di ‘curvy è bello’. E che questo ‘qualcosa di più che c’è dietro avresti potuto, se avessi voluto, benissimo vederlo anche prima, non penso si manifesti solo in questo articolo.

      Io non ho mai portato avanti una campagna a favore della donna in carne, in sovrappeso, grassa o obesa. Né in favore della donna a clessidra, mela, pera, topo o chiave inglese.
      Io sostengo la causa della donna, a prescindere dalla sua forma e dalle sue misure. Poi, come sempre accade quando la forma mentis comune è rigida e segue standard precisi, occorre controbattere a muso duro. Ed è per quello che apriamo blog ‘curvy’, riviste ‘curvy’ e quant’altro.

      Ma il fine (e penso sia comune anche alle mie colleghe) è che la si smetta di imbottigliare la donna e definirla bella, brutta, accettabile, fuori canone. Il canone è una cosa stabilita dall’uomo (a nessun titolo). La bellezza non dipende dal girovita. Tutte possiamo essere belle, ed è stupendo il fatto che il mondo sia vario e che ogni essere di sesso femminile sia unico.
      Quello che ho sostenuto è che ci si debba amare e che si debba conservare la propria unicità, e l’ho fatto fin dal principio. Sempre in questi termini. Ho sgridato follower che rispondevano ai miei post con frasi, per me, insulse come ‘le ossa ai cani’.

      Per cui ti sarà chiaro, spero, il perché trovi assolutamente ingiuste le tue allusioni a punti di vista che non ho MAI espresso.

      Sul resto, ti sono vicina.
      Grazie.

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    Dany Make Up

    14 Agosto 2014 at 12:01 pm

    Oddio… Il biondo versione Yaya!!! Ahahaha Quanto eravate carucci <3 Bacione!

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    Amo il viola!

    14 Agosto 2014 at 8:35 pm

    Ciao!
    Ho scoperto per caso oggi il tuo Blog,(dopo aver letto un post di Anna Venere sui costumi da bagno) e il nome del tuo Blog mi ha incuriosito.. Così ti ho cercato ed ecco qui un post davvero profondo e che dice una grande verità. Mi piace!!
    Saluti, Francesca

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    Martina Aldegheri

    15 Agosto 2014 at 9:15 pm

    Eh sì, era proprio il cervello, perché io ti considero bellissima. Davvero.

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    Andy Paperoga

    10 Ottobre 2014 at 8:43 pm

    Fino ai 28 anni entravo in una taglia 42, pancia piallatissima, gambe magre, unico dettaglio il sedere che è sempre stato mediterraneo ma compensato da una terza abbondante di reggiseno, un viso regolare e interessante (certo come dici giustamente tu dipende anche dal gusto di ognuno) perché i lineamenti sono si’ U n po’ duri e lo sguardo sempre accigliato, ma gli occhi sono oggettivamente “unici” , con un taglio a mandorla lungo ma grande e un colore stranissimo: verde/azzurro scuro. Capelli foltissimi, neri e spessi, lisci con boccoletto finale. Intorno ai 30 anni, forse inconsciamente per piacere al mio uomo, a cui garbano le donne abbondanti, sono lievitata pian piano, fino a raggiungere la taglia 46/48; se da giovane il punto che ingrossava nei periodi un po’ più di abbondanza era il sedere, ecco che cambia il focus e mi si allarga la vita (che era sempre stata “da vespa”!) , quinta di reggiseno et voila’ mi spunta una fastidiosa pancetta che non accenna ad andarsene nemmeno quando sto a stecco o faccio pilates. Boh!? Perché è successo? Poco importa! Mi sentivo un emerito cesso quando ero giovane e molto carina e mi sento un cesso tutt’oggi a 37 anni con 75 kg distribuiti su 168 cm. Sapevo di essere una bella ragazza eppure mi aggrappavo disperatamente a quello che NON avevo: sono di altezza media e appena vedevo una ragazza alta mi sentivo non una normoaltezza per un’italiana, ma una tappa. Passeggiavo per la strada e pensavo che tutti notassero il mio naso un po’ deciso o le mie mani con le dita corte e i mignoli storti.

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    moira pugliese

    10 Marzo 2015 at 4:04 pm

    Mi hai fatto piangere…ti capisco tanto, forse troppo! Quando ho avuto “picchi di magrezza” comunque mi sono sempre sentita grassa e inadeguata.. ora che invece anche se sono oggettivamente più abbondante mi sento meglio… perché quello che è cambiato è il cervello!

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    Riccardo Onorato

    11 Marzo 2015 at 6:37 am

    Sinceramente trovo sconcertante e fuori luogo che nel 2015 la gente ancora non abbia capito che il problema non sia la chirurgia estetica ma il modo in cui la si usa! “Non è il problema il coltello, il problema è la gente che invece di tagliarci il pane lo usa per uccidere!!”

    Ogni volta che c’è di mezzo la parola “estetica” (in tutte le sue forme – e la moda ha anche una sfumatura di tale significato) automaticamente si pensa a qualcosa di superficiale, di inutile e di obbligatoriamente finto. Come se sentirsi bene, apparire nel modo in cui ci si senta meglio sia qualcosa di superficiale rispetto a studiare e conoscere. Ma a qualcuno è chiaro che per quanto uno possa conoscere, riempirsi la mente e lo spirito di tante belle cose, se non sarà in grado di vivere nella società in modo sereno sarà destinato a non poter usare niente di tutto ciò che ha dentro?

    1. Avatar

      Giorgia

      12 Marzo 2015 at 11:47 am

      A qualcuno. Ma, appunto, ‘qualcuno’.
      La statistica dice che non siamo messi bene.

      Grazie per questo meraviglioso commento, Ric, non dico tanto per dire.

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    Noemi Saviano

    2 Giugno 2015 at 3:27 pm

    Ho vissuto la stessa esperienza: circa alla fine delle elementari ho cominciato ad ingrassare (alla questione dello sviluppo non ci ho mai creduto: ero insoddisfatta e mi piaceva mangiare) e mi sono portata addosso un obiettivo sovrappeso fino alle medie, quando mia madre mi ha fatto seguire un regime alimentare che mi ha risolto gran parte del problema. In ogni caso non mi piacevo nella maniera più assoluta perchè non sapevo curarmi e mi ostinavo a paragonarmi con quelli che sono sempre stati i modelli femminili proposti dai media, e che ancora oggi imperversano ostinatamente. Mi sono sempre sentita diversa dalle mie coetanee, inferiore sotto tutti i punti di vista e questo è andato avanti per tutto il liceo. Ero spesso a dieta, non ho mangiato pasta per anni, ero assolutamente normopeso ma c’era la “pancetta”, le “cosce”, mortificavo la mia forma perchè non la comprendevo, mi sembrava sempre esageratamente abbondante. L’unico periodo in cui mi sono piaciuta è stato quando alla fine degli esami di maturità ho passato un’estate talmente spensierata da non aver più bisogno di rifugiarmi nel cibo e in assenza di fame psicologica arrivai ai 54-55 kg. Ovviamente durò poco, cominciai l’università, mi si sbalzarono tutti i ritmi e l’alimentazione e ripresi peso fino ai 60-63. Nel tempo ho riperso 5 kg e ne ho ripresi 15, che ora sto cercando di buttare giù con sport e alimentazione migliore. Ma io lo so che il peso per me è sempre stato una lotta e probabilmente sempre lo sarà, negli ultimi anni in cui ho cominciato a pesare obiettivamente troppo ho iniziato anche a piacermi e ad amarmi per quella che sono. Ho ritrovato le vecchie foto e mi sono trovata STUPENDA, invidiabile e terribilmente STUPIDA, perchè me lo ricordo il disagio che provavo posando per quelle foto ed il disappunto nel trovarmi grassa quando le riguardavo. Anche io a causa dell’inquinamento visivo a cui siamo sottoposti mi sono odiata per metà della mia vita, e non smetterò mai di dire che bisogna smetterla di indicare un tipo di persona come “perfetta” e cercare di somigliargli o guardare le persone paragonandole alle soubrette in tv. C’è bisogno di immagini che rispecchino le persone e non dei falsi ideali, perchè ognuno deve essere libero di avere il proprio personale ideale di bellezza e di piacersi e piacere senza che esistano regole al riguardo. Vabè potrei andare avanti e scrivere un libro, comunque appoggio pienamente la causa “curvy” anche se non mi piace dare etichette alle cose (purtroppo per capirsi spesso è necessario) e anche se penso che una persona sia bella quando è sana, perciò ci si può amare in tutte le taglie ma si è un “modello” quando si è nel proprio equilibrio fisico, qualunque esso sia.

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      Paolo

      13 Maggio 2016 at 1:20 am

      un lieve sovrappeso sta esteticamente meglio su una donna che su un uomo. Tiene presente questo. Quanto alla bellezza accettiamo il fatto che esistono corpi maschili e femminili magri (non ossuti) e in carne più bellocci di altri in linea di massima ma tutti possiamo piacere e piacerci

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    Alice

    4 Giugno 2015 at 3:02 am

    Ciao Giorgia. Grazie per quello che hai scritto, davvero. L’ho letto e mi sono resa conto che ho fatto anch’io esattamente la stessa cosa poco tempo fa. Ho guardato le mie vecchie foto per caso, e ho pensato “chissà cosa vedevo di così brutto quando mi guardavo, visto che adesso a rivedermi penso che ero così carina…” La verità è che non ho mai accettato il mio corpo neanche quando ero un’adolescente e la mia taglia era una 42. Volevo di più, avevo bisogno di raggiungere la perfezione (che non esiste, grazie a Dio, visto che ognuno è bello così com’è) e allora mangiavo meno, facevo più sport. Sono cresciuta anche con due genitori che hanno sempre messo sul piedistallo l’esteriorità, l’avere il “fisico”. Non mi fraintendere, sono bravissime persone, ma entrambi hanno da sempre sposato il concetto di “magro è bello”, per cui quando ho preso peso per loro ha iniziato ad essere problematico. L’hanno buttata sul fatto che fossi diventata pigra e facessi meno sport, poi che avrei potuto avere dei problemi di salute, oltre che psicologici… insomma, cercavano di curarmi perché secondo loro avevo un problema da risolvere. E io, da brava insicura quale sono sempre stata, ci credevo. E quindi -di nuovo- non mi accettavo. I pantaloni che non mi entravano più, le camicette a cui facevo saltare uno dei bottoni a causa del mio seno più prosperoso (sono passata dalla 42 alla 48, da 53 kg a 65) erano il nuovo dramma della mia vita. E mamma che per consolarmi mi diceva “devi solo smettere di mangiare la pasta tutti i giorni, è quella che ti fa ingrassare”. E io allora mangiavo meno pasta, meno pane, meno dolci, meno acqua, meno aria… e la bilancia alla fine non segnava più 65, ma 66, o 67. E’ uno scherzo? Pensavo. Qui si prendono gioco di me. Finché alla fine non ho capito che l’unica che giocava lì, ero io. Ed era un gioco senza regole che io accettavo di fare col mio corpo, soltanto per rientrare in qualche assurdo standard mediatico, e per fare di nuovo abbassare la soglia di pericolo negli sguardi preoccupati dei miei genitori. Quando finalmente te ne rendi conto, è come se aprissi gli occhi per la prima volta e il mondo fosse più trasparente. Niente più filtri. Quelli che usavi per guardarti allo specchio li lasci cadere ed è come se ti vedessi per la prima volta. Una rinascita, in un certo senso. Due giorni fa, ho finito di fare il cambio degli armadi e mi sono provata dei pantaloncini estivi di qualche anno fa, che ora non mi stanno più. E per la prima volta non ho pensato “cavolo, devo dimagrire”, ma “mi servono altri pantaloncini. L’altro giorno ne ho visti un paio in un negozio, quasi quasi li vado a comprare”. Grazie per quello che fai. Leggerti è come rivivere ogni volta quella rinascita, e avere la conferma che la base di una vita sana in realtà non sono le diete spesso disastrose che facciamo, o le lotte con le bilance, le giornate in palestra o i cazzotti con i bottoni della camicietta… ma l’accettazione di sé.
    Se ti accetti, scopri di amarti. E se scopri di amarti, allora ti rendi conto che dentro di te hai le capacità e la forza per fare qualsiasi cosa, e allora dimagrire non ti serve più, perché anche il tuo corpo percepisce il tuo cambiamento, e anche lui inizia ad amarsi. Io ho 27 anni e continuo ad essere una 48. Forse rimarrò così, forse cambierò ancora. Ma sarò sempre io. E vorrò bene ad ogni singolo centimetro di me stessa, perché è parte di me. Come i miei occhi, il mio naso, i miei piedi… il mio cuore.

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      Gemma Lippi

      17 Giugno 2015 at 3:53 pm

      Anche io nel mio ultimo cambio di stagione ho fatto lo stesso :D!!! Venerdì ho comprato i pantaloncini nuovi 🙂

  19. Avatar

    Gemma Lippi

    17 Giugno 2015 at 3:51 pm

    Ciao Giorgia, è la prima volta che scrivo sul tuo blog ed è anche poco tempo che ti seguo, ho conosciuto la tua pagina grazie ad Annamodavenere e adesso la seguo con assiduità sia sul blog che su fb…ciò che scrivi è verissimo, anche io guardando le mie foto passate penso a quanto potesse essere distorta la mia immagine e adesso che ho 33 anni ed ancora non ho fatto pace con il mio corpo ed il mio cervello, sono comunque più consapevole di me stessa di quanto non fossi quando pesavo veramente pochissimo…Io sono una ragazza normo peso, non ho però il classico fisico slanciato e sfiancato, sono curvilinea in piccolo ecco, io sono 1,55 per 52 kg, la nutrizionista mi dice che sono normale e quindi normalmente cerco di non litigare con me stessa anche se vorrei essere un pò più magra. Tu hai ragione quando dici che ognuno è fatto come è fatto, io ho il pancino tondo, non piatto e pace e amen, lì me ne sono fatta una ragione, avrei voluto la pancia piattissima, boh, sì, forse, ma non ce l’ho e se vedo una ragazza che ha la pancia piatta mica m’impicco o la metto in croce, penso solo che sia fatta diversamente da me quindi, pancine, non pancine, fianchi non fianchi, tutte siamo come siamo e sarà meglio imparare ad amarci, così. P.s. il tuo blog è davvero piacevole!!!!

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    Chiara

    12 Maggio 2016 at 6:18 pm

    Mi è capitata la stessa cosa riguardo le foto… un bel giorno mi inviano delle foto di quando avevo quindici-sedici anni, il periodo durante il quale ho sofferto di più perché additata come grassa, brutta, cessa… e lo sai cosa ho visto? Una ragazzina carina. Magra (o comunque non obesa come volevano farmi vedere!). Non c’era niente da prendere in giro. Ero una ragazzina normale, eppure ho passato quegli anni a soffrire, e adesso ne vedo i risultati: autostima zero, chiusura in me stessa e annessi e connessi. E ho pianto anche io, perché non è giusto. E ora sto lentamente imparando ad accettarmi, nonostante i chili di troppo, e le prese in giro e tutto il resto!

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