Punti di vista

Autoaccettazione VS Autodistruzione

Questa notte ho ricevuto un messaggio (non farò il nome dell’autrice, ovviamente, perché credo che si scatenerebbe un casino e non lo reputo neanche corretto) piuttosto arrabbiato. Chi lo ha scritto mi accusava, sostanzialmente, di fare demagogia spicciola che non ha alcuna utilità e porta senz’altro le donne verso l’autodistruzione.

Ho deciso di riportarne alcuni estratti e commentarli. Non per fare la lotta, non per rispondere per le rime, ma per chiarire la mia posizione, i miei propositi e la mia attività. Un metodo si può approvare o disapprovare, ma travisarlo è un’altra cosa. Per questo motivo mi auguro anche che vogliate evitare, nei commenti, di concentrarvi sui giudizi. Non facciamo nascere una caccia alle streghe, vediamo piuttosto di trovare dei punti d’accordo, perché – ed è questa la cosa che mi angoscia di più – ci sono, solo che evidentemente non sono così scontati per tutti.

[blockquote]tu con il tuo blog ci guadagni, rincuori le persone grasse, ecc ecc facile così, comodo, il difficile e’ far trovare la forza e il coraggio a quelle persone di ammettere che così non sono per niente felici e farle reagire!!!!!![/blockquote]

Tu con il tuo blog ci guadagni. Questo è vero. Io guadagno con attività correlate al blog, principalmente, come capita quando recensisco prodotti o quando percepisco una piccola percentuale sulle vendite generate tramite il blog, grazie ai programmi di affiliazione. Ovviamente parliamo di racimulare cifre appena sufficienti a pagare le spese relative al blog in sé (server, principalmente, visto che mi sono trovata costretta a migrare su un costosissimo server dedicato che costa 150 euro al mese. Eh sì). C’è poi anche da dire che almeno 2, 3, 4 ore della mia giornata le passo rispondendo a messaggi privati, mail e commenti. Delle persone, non di marchi o di entità superiori. Di persone comuni, come me e come l’autrice del messaggio. Con mio immenso orgoglio, questo genera una serie di commenti come ‘tu rispondi sempre!’ – beh. Non rispondo sempre, però ci provo, in ogni caso sono 2, 3, 4 ore della mia giornata che sottraggo ad eventuale lavoro retribuito, ed ovviamente è una scelta non priva di svantaggi. Chiedo scusa, dunque, se su questo blog ci sono dei banner o se grazie alle affiliazioni riesco a ‘guadagnare’ qualche centinaio di euro: io penso, tutto sommato, che sia un ottimo compromesso. Io lo penso, non è detto che dobbiate pensarlo tutti voi.

[blockquote]In più, carissima Giorgia, tizio e caio che commentano la foto di una tipa dandole della grassa esprimono un’opinione, che tu non condividi, pazienza! tu che li critichi ti metti nella loro stessa identica posizione.[/blockquote]

Questo non lo trovo affatto vero: io credo che sia assolutamente normale che i gusti di ogni singolo individuo siano diversi da quelli di tutti gli altri. Siamo 7 miliardi, presumere che tutti la pensiamo allo stesso modo su tutto è follia. Il grasso è un argomento scomodo? Affrontiamone un altro a caso. I tatuaggi, ad esempio. A qualcuno piacciono talmente tanto che se potesse (e a volte c’è chi lo fa) se ne ricoprirebbe da capo a piedi; ad altri fanno ribrezzo. E quindi? Uno dei due mente? Mi sembra un concetto così semplice, così ovvio, così scontato: non tutti abbiamo gli stessi gusti. E ancora stiamo parlando solo di estetica, pensate. Quando si arriva a considerare lo charme non c’è più neanche un’immagine concreta di riferimento da poter confrontare/commentare. Ma torniamo alle critiche: io penso che Tizio e Caio siano liberissimi di dichiararsi a favore di un corpo senza un filo di massa grassa. A Tizio, magari, piace la donna magra, sottile, esile. Un elfo; a Caio, forse, piace la donna con i muscoli ben definiti. Una roccia, perennemente in tensione. Non c’è niente di strano, né mi sognerei mai di discutere dei gusti di Tizio e Caio (saranno cavoli loro). Il problema nasce quando all’allegra discussione si aggiunge Sempronio, dicendo che lui ama il fianco abbondante e il sederone (anche questo non si può discutere, right?) e Tizio o Caio si premurano di dirgli che è ipocrita. Ipocrita. A nessuno piace il sederone. Potendo scegliere, si sceglie il sederino. L’hanno deciso loro, e chi può dirgli niente? A quel punto, per me, Tizio e Caio non sono più persone che esprimono il loro gusto personale (sacrosanto), ma persone che invadono lo spazio (e addirittura il pensiero) altrui cercando di imporsi, con saccenza, perché evidentemente Tizio e Caio pensano di essere detentori di una verità assoluta che sfugge a noi, comuni mortali (come i moralizzatori di cui parlavo nell’articolo di ieri). Non mi sta bene, che Tizio e Caio credano di essere illuminati, molto semplicemente perché non lo sono. Nessuno lo è: né Tizio, né Caio, né Sempronio… né la ragazza che mi ha scritto il messaggio. Né tantomeno io. Bisognerebbe che la gente comprendesse, e se non lo comprende da sola bisogna cercare di ripeterglielo quanto più spesso sia possibile, che la percezione è soggettiva e che tutti sono liberi di pensare e dire quel cavolo che gli pare fintanto che quel ‘cavolo’ sia presentato come un’opinione personale e non come un dato scientifico e finché quel cavolo non vada a impattare materialmente sulla vita degli altri (per esempio, a Hitler non piacevano gli ebrei. Se si fosse limitato a pensare/dire/scrivere che non gli piacevano gli ebrei sarebbe stato tollerabile, dal mio punto di vista. Beh… non è andata così, mi spiego?)

[blockquote]Ognuno pensa quello che gli pare, e, come dici tu “sticazzi”. dire a tutte le persone grasse “sei bellissima così, conta il cuore, conta quello che hai dentro amore” oltre ad essere la cagata del secolo e’ anche una cosa che non aiuta queste persone per niente![/blockquote]

E non sono d’accordo neanche in questo caso. Partiamo da questo:’bellezza’ in senso generale e appartenenza a un canone estetico sono due concetti completamente diversi. Incompatibili, proprio. Sempre per una questione di soggettività del gusto, ma anche a causa di influenze culturali più o meno invasive. Mi spiego: se per 30 anni ti ripetono che per essere bella devi indossare una certa taglia e avere determinate propozioni e i belli, quelli che ti propongono sui media, rispondono a quei requisiti, bastano due o tre cambi generazionali (forse anche meno) perché si diffonda quel preciso modello di bellezza e lo si riconosca come l’unico modello di bellezza universalmente riconosciuto. Tutti gli altri sono brutte copie. La tendenza istintiva dell’essere umano ad omologarsi e sentirsi parte di una realtà (specie se è l’unica realtà ‘positiva’ di cui si faccia menzione) fa il resto. Tuttavia, ci sono alcune cose sulle quali rifletto da anni e che mi pare giusto condividere con voi:

1) ogni società ha i suoi modelli: se ci fosse una verità assoluta cui attenersi, esisterebbe un solo modello; non è così, e questo perché a seconda del percorso e delle influenze, un modello tende a prevalere su un altro. Ho visto servizi su città (indiane, credo, ma non sono sicura al 100%) in cui la donna dev’essere grassa. Non in carne, non leggermente sovrappeso. Grassa. Più grassa è, più facilmente troverà marito e si ‘sistemerà’. Per questa ragione, le mamme ingozzano le figlie (che spesso piangono e si disperano perché non hanno neanche nessuna voglia di ingurgitare altro cibo); ovviamente, agli occhi di un individio proveniente da una cultura che osanna la forma fisica diametralmente opposta, come la nostra cultura, una cosa del genere è inconcepibile; ebbene, non siamo qui a discutere del fatto che sia giusto o sbagliato o delle implicazioni che possa avere, anche perché si finirebbe inevitabilmente a peccare di etnocentrismo. Tuttavia, questo esempio è illuminante, almeno per me, perché mi rende chiara una cosa fondamentale: trovare bella o brutta una cosa, spesso, è anche una questione di condizionamento. Non dico che siamo tutti zombie e che non abbiamo la nostra percezione, non prendetevela, dico solo che siamo comunque molto condizionati. Se così non fosse non avrei passato l’adolescenza corteggiata (o meglio stalkerata) da uomini che, ufficialmente, avevano la fidanzata taglia 42. Uomini che, fondamentalmente, non avevano il coraggio di dire agli amici che gli piacesse il culone e non il culetto. Li avrebbero presi in giro, sarebbero stati la mosca bianca del gruppetto, e tanto basta a preferire agire in segreto.

2) al di là dell’estetica, resta il fatto che la bellezza abbia a che fare con troppe cose che non si limitano affatto alla taglia o al fatto di avere o non avere la gobbetta sul naso. In Italia se ne vedono meno che altrove, eppure ci sono lo stesso: parlo di tutte quelle persone che non rientrano nei canoni ufficiali, non sono canonicamente belle, ma sfoderano uno charme tale da mietere vittime ovunque vadano. Ne parlavo l’altro giorno con un’amica che bazzica la Francia: lì ce ne sono molte di più, perché tendenzialmente è più accettato il concetto di eterogeneità della bellezza, concetto che in Italia pare non pervenuto. Questo cosa comporta? Comporta che ognuno possa sentirsi più facilmente a proprio agio anche se non ha il nasino alla francese (pensa l’ironia) o il collo da giraffa o le gambe lunghe n chilometri; di conseguenza, invece di sviluppare una serie indicibile di complessi e perdere la voglia di manifestarsi pubblicamente/socializzare/uscire di casa, si lanciano nel mondo serenamente e mettono in campo sia la propria estetica che la propria personalità. E, attenzione attenzione, vivono una vita assolutamente normale (felice o infelice dipenderà da altro, mi auguro), invece di passarla a pensare di essere ‘troppo brutti’ per questo mondo. Si chiama consapevolezza. E se da un lato è una cosa bellissima e vi starete chiedendo come mai non sia diffusa anche qui, dall’altra occorre sapere che il consumatore (questo siamo, alla fine, per chi stabilisce cosa e come comunicare) consapevole è molto più difficile da accontentare e da accalappiare. In Italia si usa il principio dello stordimento e della truffa legalizzata, ed è per questa ragione che un consumatore consapevole che non accetterebbe mai di sentirsi dire che la cellulite è una malattia e si farebbe delle grasse risate non è ben accetto, al contrario del consumatore in paranoia che compra dodici creme diverse al giorno nella speranza di guarire. Questo, ancora una volta, è il mio punto di vista. Mi auguro che possiate prenderlo in considerazione nonostante tutto.

3) volersi bene è il requisito fondamentale anche per avere la serenità di preoccuparsi di eventuali impatti sulla salute di uno stile di vita (eventualmente) sregolato; non è una regola, non vale per tutti, però vale per me e vale sicuramente anche per tanti altri come me: io ho perso per la prima volta peso e mi sono per la prima volta preoccupata di interpretare i messaggi che il mio corpo mi inviava SOLO quando, a monte, mi sono trovata per la prima volta a vivere una situazione pseudo-serena: un ragazzo che mi ripeteva continuamente quanto fossi bella, degli amici che arricchivano le mie giornate e che avevano voglia di confrontarsi, ridere, discutere a prescindere dal fatto che fossi grassa o magra, uno stato d’animo accettabile. Poi l’ho ripreso, anni dopo. E l’ho ripreso in un momento in cui tutto mi sembrava ‘contro’ e la depressione mi ha presa alla sprovvista. E sentirmi ripetere da gente random ‘fai schifo’, ‘cicciona’, ‘mettiti a dieta’ (questo, in realtà, anche dalla mamma) non mi ha aiutata a riprendere in mano la mia vita, ve lo assicuro. Ed è per questo che, rivolgendomi a persone come me (perché non sono certo l’oracolo, ho solo la MIA esperienza da proporre), mi pronuncio col proposito di portare (o riportare) ad amare sé stesse e ad essere consapevoli delle persone che non si amano, quale che sia il motivo; e che, non amandosi, non possono paradossalmente neanche decidere di perdere o prendere due-tre kg (qualora lo desiderassero LORO! Qualora fosse un LORO desiderio, non il bisogno incontrollabile di appartenere a qualcosa, né il desiderio di non vedersi più additare dal bulletto di turno. Il bulletto è idiota, qui lo dico e NON lo nego. E certamente non sarò IO a decidere se ne hanno bisogno, e trovo sbagliato che siano i Tizio e Caio sopra citati a farlo), perché non ne hanno le forze, si lasciano semplicemente trascinare dal vento/dagli impulsi. Se questo equivale a condurre le persone all’autodistruzione… allora non ho capito un cacchio, della vita.

[blockquote]Di una sola cosa ti ringrazio e cioè di avermi fatto scoprire, dopo il tuo solito melenso articolo contro le persone cattive, questo gruppo dove c’è gente che, senza guadagnarci un euro, incita le persone con problemi ad allenarsi, a mettersi in gioco, a reagire![/blockquote]

Io non scrivo articoli melensi contro le persone cattive, io mi esprimo sempre in questi termini (quelli di questo articolo), semmai posso usare un registro più o meno colorito a seconda dello stato d’animo. Onestamente (e qui sono presuntuosa) penso che i concetti che esprimo non siano chiari a questa ragazza, molto semplicemente perché non li comprende. E, a parte scrivere milioni di articoli di approfondimento, non è che possa fare granché.

Il gruppo workout non è una scoperta, né tantomeno una scoperta casuale: l’ho pubblicizzato più e più volte, nei mesi; io lo trovo un gran bel gruppo, utile e frequentato da tante persone moderate e gradevoli. Poi, purtroppo, è frequentato anche da bulletti e persone meno gradevoli, ma quello vale per qualunque gruppo o luogo fisico.

Mi scuso per la lunghezza di questo articolo e spero che, anche in minima parte, possa tornare utile a qualcuno o rispondere alle domande di qualcuno.

Io, come sempre, faccio solo quello che posso. Non ho nessuna scienza in mano :*

13 Comments

  1. Avatar

    Martina Zampa

    11 Giugno 2015 at 1:43 pm

    Spesso le persone hanno la presunzione di credere che la frase “fai schifo, sei grassa, morirai giovane” sia di aiuto per far reagire le persone, per spronarle dicono. Spesso queste stesse persone non si rendono conto che quasi sempre dietro ad una persona in sovrappeso c’é la problematica di non volersi bene, e di farsi quindi, si proprio cosi (e ve lo posso assicurare) ancora più male. L’autodistruzione avviene quando qualcuno dicendo sei grassa non fa che dirci “hai ragione, fai proprio schifo come pensi tu, stai riuscendo nell’intento, continua così”.
    Quando si cerca di far capire ad una persona in sovrappeso che é bella anche così, si va aldilà di ció che esteticamente puó cogliere il nostro occhio, e fidatevi il messaggio che coglierà sarà “come é possibile che io faccia di tutto per rendermi inguardabile secondo i canoni di questa società e che invece mi vedano bella lo stesso? Forse c’é qualcosa che va oltre la ciccia, forse valgo di più.”
    Giorgia credo che chi non capisca questo, e ce ne sono tanti purtroppo, non possa essere condannato ma solo compatito. In maniera del tutto sincera. Scusami per essermi dilungata. Ti abbraccio
    Martina

  2. Avatar

    Veronica

    11 Giugno 2015 at 2:18 pm

    Intanto complimenti, sei come sempre schietta e sincera nell’esprimere e spiegare le tue opinioni. Come hai detto tu, possiamo tutti dire/fare/pensare quello che vogliamo. L’importante, poi, è farlo sempre con il rispetto e l’educazione con cui vorremmo essere trattati. E questa educazione e rispetto devono andare al di là dal giudicare una persona per qualsivoglia motivo (che sia la sua provenienza, accento o estetica). Non siamo tutti uguali. E allora? Evviva l’eterogeneità. Detto questo, è bello vedere come tu ti metta sempre in gioco e riesca ad incoraggiare a farlo anche chi può essere troppo timido o trovarsi in un momento difficile. E se questo aiuta le persone va benissimo! Continua così!

  3. Avatar

    Lulli

    11 Giugno 2015 at 2:41 pm

    Molto bello questo articolo, mi piace la maniera garbata e sistematica con cui esprimi i tuoi punti di vista, la consapevolezza che non tutti li possano capire o condividere. Per quello che vale, io ho capito, molte cose le condivido, soprattutto quando dici che siamo tutti unici e quindi abbiamo gusti diversi e che il percorso per diventare consapevoli e spesso ostacolato da chi vuole fare business sull’insicurezza delle persone. Lo noto continuamente e mi dà la nausea, sono contenta quando vedo di non essere l’unica a pensarla così.

  4. Avatar

    Sophia Dellacorte

    11 Giugno 2015 at 3:15 pm

    Ma fregatene!!! Chi ti ha scritto ha moooolti problemi mentali, oltre ad una costante frustrazione nella vita reale!! Ergo non trova di meglio da fare che farti fare il sangue amaro. Da cosa lo deduco?! Dall’averti scritto ad ora tarda: avesse avuto uno straccio di vita non avrebbe impiegato il suo discutibile tempo al pc per inveire, bensì avrebbe fatto domanda per entrare tra le braccia di Morfeo e/o avrebbe chiamato il prossimo in fila per una visita intracosce. Ma così non è stato, è evidente. Mi scuso per l’eventuale scurrilità, ma leggendoti spesso cado dalle nuvole a leggere di tali accuse stupide. Ergo, ripeto, fregatene! !! La tizia in questione ha avuto fin troppo spazio. Ps: sono sovrappeso anche io, da adolescente e giovine adulta ero praticamente obesa, se avessi potuto ascoltare e leggere anche solo 1/10 dei bei pensieri e consigli che ho letto qui..magari non avrei risolto tutto, ma almeno un po meno ferita lo sarei stata! Bacio! !

  5. Avatar

    Katia Zocchi

    11 Giugno 2015 at 3:33 pm

    Fondamentalmente sembra una battaglia persa in partenza…e forse lo è. Non in senso generale, ma in molti casi è inutile spiegare a certa gente il pensiero per cui non si rivendica alcun diritto di prevaricazione o di imporre nuovi modelli, non vogliamo mandare l’acqua al nostro mulino perchè non siamo riuscite alcun dimagrire, si rivendica solo il diritto ad essere se stessi senza la necessità che il mondo ci faccia la morale. È una battaglia persa spiegare ciò a qualcuno che è veicolatore di tali pregiudizi forse a carico prima di tutti contro se stesso: più facile pensare che il pensare comune, lo stereotipo, la magrezza siano la risposta alla propria infelicità…più facile pensare che il problema sia la cellulite piuttosto che sei na me#@r#da. E così che il grasso diventa il male oscuro da additare sotto ogni forma sia essa adiposo che scritta, il sentirsi dalla parte giusta del confine, puntare contro chi non c’è….perchè è appartenenza, è sentirsi nel giusto, è dogma. La magrezza per alcuni è un culto religioso, che promette non si sa a che punto della vita la felicità eterna….E se l’illuminazione è un gruppo sui workout (senza nulla togliere al gruppo che frequento pure io e agli oggettivi benefici di una vita sana e dell’attività sportiva, ma insomma stiamo alla scoperta dell’acqua calda) c’è da chiedersi di cosa stiamo parlando e chiederlo chi visto i campi semantici totalmente diversi….grande Giorgia 🙂

  6. Avatar

    Rossana Damiani

    11 Giugno 2015 at 4:00 pm

    È’ un articolo denso di concetti interessanti e ci sarebbero tante cose da dire, ma mi voglio limitare a due osservazioni:
    1) La diffusissima idea che chi ha un blog non ci debba guadagnare. Che io sinceramente non riesco a capire: potrei eventualmente obiettare se una blogger si facesse pagare per dire cose che non condivide o per recensire favorevolmente prodotti scadenti, o spacciare per fantastiche cose squallidissime, ma non capisco perché obiettare al fatto che una persona tragga guadagno da una attività (guadagno, peraltro piccolo) dopo che già ci ha investito tempo e denaro. Proprio non capisco, però è un pensiero comune, purtroppo. Tra l’altro è proprio la possibilità di poter guadagnare che permette di avere blogger di cui fidarsi, cioè l’indipendenza economica di un blogger ci permette di avere anche la sua indipendenza di idee…. Per la cronaca NON sono una blogger.
    2) persone come quella che ti ha scritto che pensano di avere la verità in tasca e di essere portatori di tutta la scienza e la sapienza del mondo non potranno mai capire le difficoltà, le delusioni, le sofferenze altrui. E quindi non possono capire quanta differenza possa fare un bel vestito della taglia giusta che ci valorizzi in quanto donne. Perchè, se non ho capito male, l’idea del blog è che tutte abbiamo diritto a poterci vestire bene senza spendere un capitale, cosí da sentirci belle, curate e a nostro agio anche se non abbiamo una 40 e, come nel mio caso, siamo “alte” solo 1,58 cm. Dal che discende acquistare sicurezza, dal che discende maggiore autostima, dal che discende la voglia di migliorarsi, dal che discende lo stimolo giusto per trovare la voglia e lo slancio di cambiare, se si vuole. Ma evidentemente ci sono persone che non conoscono l’espressione “circolo virtuoso”.
    Brava Giorgia!

  7. Avatar

    Letizia Mazza

    11 Giugno 2015 at 5:19 pm

    Penso di averti espresso più e più volte la mia gratitudine per quello che fai, il tuo blog è diventato una lettura fissa e non potrei essere più felice di averti trovata (anche se sei stata tu ad aver trovato me, in realtà).
    Anche io voglio esprimere la mia opinione, forse infantile, ma sento di volerla dire.
    I moralizzatori, come li hai definiti, non portano nulla di buono e mai riuscirò a mettermi a dieta se mi disprezzo a tal punto da dare ascolto a gente che nemmeno mi conosce; ma un’altra categoria mi preme citare, ovvero quella dei “dottori”. Dottori tra virgolette perché dottori non sono, ma si prendono la briga di parlare come fossero tali.
    Quando una persona assolutamente casuale, decide di commentare una mia foto dicendo “sei grassa, dovresti dimagrire, non sei sana ecc…” io non riesco ad essere obiettiva. Perché mi dispiace, ma la cosa non riguarda te, non riguarda mia madre, non riguarda nessuno sulla faccia di questa terra, se non ME. Il mio corpo non è una democrazia, come si usa dire ultimamente, il mio corpo è una dittatura, è mio e IO e solo IO decido cosa farne. Ricevere il tuo parere, caro “dottore”, la tua opinione personale, le tue critiche sarà assolutamente accettabile quando sarò io a richiederle. Il mio dottore della mutua non è solito telefonarmi a casa per dirmi che col finestrino abbassato e i capelli bagnati non ci devo andare in giro perché mi viene il torcicollo, eppure lui avrebbe tutti i diritti di farlo, forse non tutti, ma sicuramente più di chi si professa “dottore” dicendomi che devo dimagrire perché così non sono sana.
    Hai mai osservato le foto di ragazze che fumano? Normalissime foto di ragazze con una sigaretta in bocca. Quanti commenti hai letto che consigliassero di non fumare perché il fumo fa male alla salute? Ai suoi polmoni? Io di dottori in quei casi raramente ne vedo. Ma nemmeno vorrei vederli. Nel senso che non me la sto affatto prendendo con la categoria “fumatori”, anzi, ci mancherebbe, ognuno è libero di fare ciò che vuole nella sua vita, ma esattamente come loro, anche io ho questo diritto. E se voglio mangiare fino a scoppiare, lo farò, se voglio dimagrire, lo farò, se voglio ondeggiare, come un filo per i panni stesi al vento, tra i 300 e i 40 kg, per tutto il resto della mia vita, lo farò. E non accetto valutazioni e giudizi a riguardo. Soprattutto se fatti “per il mio bene” perché il mio bene non lo si fa criticandomi, non lo si fa insultandomi e non lo si fa ordinandomi cosa fare. Ma soprattutto, NON LO SI FA PUNTO. Nessuno ti richiede che tu faccia il mio bene, perché il mio bene sarò io e solo io a farlo, per tutto il resto della mia esistenza. Io convivo con il mio corpo, non tu e se non ti piace cosa vedi, guarda da un’altra parte, non è un problema mio cosa passa sotto il tuo sguardo inquisitore, e io non ho nessuna intenzione di passare la mia vita scusandomi per come sono.
    Letizia.

  8. Avatar

    Alessia Borrini Alunni

    11 Giugno 2015 at 5:34 pm

    Prima di ogni altra cosa voglio dirti “GRAZIE”!!! Grazie xchè con i tuoi consigli (a dire il vero anche di altre blogger curvy!) sto lentamente modificando l’idea che ho di me e soprattutto del mio corpo. Purtroppo ho passato infanzia e adolescenza tra persone come quella ragazza che ti ha accusata di illudere le persone: magari a quei tempi ci fossi stata tu o qualcun’altro che mi avesse convinta che in realtà non facevo schifo, forse mi sarei fatta meno male!! Più quella gente mi diceva che ero sbagliata più aggiungevo scudo con i kg in più! Credevo di non uscirne più….eppure ho sempre fatto sport perchè mi piace davvero ( e lo faccio tutt’ora!)…fino a quando una persona mi ha guardato e mi ha detto “ma xchè non vuoi accorgerti di quanto importante tu sia, non importante x loro, ma importante x te!!”…da lì si è accesa una luce che mi ha spinto a volermi un pò più bene! Ma i miei blocchi mentali sn così radicati da doverci ancora combattere! Ora sn mamma di due bimbe e mai come ora ho bisogno di raggiungere quella consapevolezza di cui hai parlato! Ne ho bisogno per me, ma anche x crescere due future donne che non avranno paura di essere ciò che vogliono! Perciò ho deciso di cambiare i miei modelli e ispirarmi a loro x trovare la mia dimensione. Scusa se mi sn dilungata nel commento, ma l’argomento mi tocca molto e vorrei che la massa cominciasse davvero a cambiare direzione! Un abbraccio!

  9. Avatar

    Erika

    11 Giugno 2015 at 9:41 pm

    <3
    Sei mitica.

    Non ho la verità in mano, o la scienza infusa come i tizi di cui parli (e non mi esprimo oltre…) ma per il mio modesto parere sei mitica.

    Abbraccini,

    Erika

    p.s: donne (e uomini) ricordiamoci che nell'ultimo secolo chi ha deciso gli standard di bellezza femminile sono stati gli *stilisti uomini*… chi vuole intendere intenda.

  10. Avatar

    Noemi Cassani

    11 Giugno 2015 at 11:20 pm

    Ciao Giorgia, mi chiamo Noemi. Sono sempre stata più che abbondante. Mio padre, che alla mia età aveva i miei stessi problemi di peso e aveva subito, come me è tanti altri, un pesantissimo bullismo, per “aiutarmi” passava ogni giorno a “spronarmi”, come immagino preferirebbe la ragazza che ti ha scritto. Mi rivolgo a te, ragazza misteriosa: già nel momento in cui ci definisci “queste persone” come fossimo una razza aliena mi fa capire che sei (o ti consideri) dall’altra sponda del fiume. Non hai vissuto le nostre esperienze, né credo tu possa capire alcune delle nostre maggiori difficoltà, principalmente psicologiche. Non credo che tuo padre si rifiutasse di darti da mangiare, né che ti abbia ripetuto più volte quanto tu fossi strana, fuori posto, brutta e di come gli altri facessero bene a maltrattati per farti capite che dovevi muoverti e omologarti. Dimagrire, diventare solare (non è l’obesità ad intristire ed imbruttire, te lo assicuro, sono gli altri!) e tutte le altre cose che ci si aspetta da una bambina alle soglie della pubertà. Mi dispiace, ma se a volte non capisce chi è stato nella stessa situazione, chi non l’ha mai provata non credo davvero possa capire. Chiarito questo punto magari però la cosa che puoi capire è che Giorgia fa un lavoro di ristrutturazione davvero fantastico. Ho iniziato a fare workout leggendola. Ho iniziato a pensare che non devo per forza essere magra per vestirmi come mi piace o per farmi i capelli rossi. Ho provato a comprare online vestiti della mia taglia, invece che mettermi solo jeans che strizzavano e martoriavano la mia povera ciccia! E adesso ogni volta che lo faccio o ci voglio solo guardare passo per questo blog PROPRIO per far entrare nelle tasche di questa ragazza tutti i soldi che si merita. Se farà dei corsi nella mia città ci andrò. Se scrivesse un libro lo comprerei. Non per la cieca devozione alimentata di false speranze che pretendi di vedere, ma per gratitudine, come la maggior parte delle ragazze qui presenti.
    Siamo grasse, mica pecore. Capiamo quando ci prendono in giro e quando ci supportano. Capiamo quando ci guardano con ammirazione e quando con compassione. Credo che nessuna delle lettrici voglia il contentino o la bugia bianca per sentirsi a posto con la coscienza mentre sfonda un barattolo di nutella. Io vengo su questo blog per sentire il parere di un’amica sul costume da bagno, per discutere sul deficiente che deride il mio ragazzo (perché gli piacciono “i culi con la sostanza” come dice lui), per un incoraggiamento il giorno in cui mi sento giù (e giù per il lavoro o perché mi si sono rotte le scarpe, mica perché sono grassa. Prima o poi qualcuno mi spiegherà questa convinzione per cui dovrei essere triste a prescindere solo per il mio peso, come se nella mia vita non succedesse nient’altro)
    Quindi il blog di Giorgia è un salotto amichevole e delizioso, e lo frequento per questo. I suoi obiettivi sono chiari, limpidi, e lodevoli e se ci guadagna BENE perché meriterebbe di più.
    grazie Giorgia. Lo sai che ti vogliamo bene, anche quando non scriviamo niente 😉

  11. Avatar

    Adriana Rosmarie Losasso

    12 Giugno 2015 at 10:32 pm

    Grazie a Dio ognuna di noi ha il diritto di stare sulla faccia della terra e decidere cosa fare della propria vita! Vuoi essere vegetariana e passare le ore in palestra? Perfetto fallo ma non guardare me che, sono stufa di stare a dieta e correre sul tapis roulant, io che a quarant’anni ho deciso di dire basta e amarmi così come sono e soprattutto guardarmi con gli occhi di chi mi ama: mio marito e i miei figli. La bellezza non è solo esteriore e questa non è retorica!

  12. Avatar

    Ari

    13 Giugno 2015 at 12:12 pm

    Non ti conosco, ma questo articolo denota un’intelligenza e sensibilità rara di cui il mondo ha bisogno: complimenti! Vorrei dire tanto altro, ma hai già detto tutto te.

  13. Avatar

    Paolo Scatolini

    26 Giugno 2015 at 1:27 am

    a costo di essere etnocentrico dico che ingozzare di cibo a forza le figlie è una violenza come lo è affamarle
    Detto questo, uno dei miei più cari amici sta con una ragazza sovrappeso o “col culone” e nessuno di noi lo prende in giro, i ragazzi che hai incontrato tu erano molto codardi o avevano amici stronzi, comunque questo dimostra che i nostri gusti estetici nascono in una certa cultura ma sono comunque nostri: se ti piace il culone ti piace il culone, se ti piace il culetto idem e non c’è bisogno di insultare chi ha gusti diversi nè c’è bisogno di trovare fisicamente bello/a qualcuno per rispettarlo.
    Ma bisogna anche riconoscere che la democrazia non è applicabile a tutto, non lo è al talento lettario (per qanti ammiratori possa avere Fabio Volo non è un grande scrittore, e dirlo non è offendere Volo) non è applicabile alla bellezza fisica e non è una questione di taglia: Christina Hendricks è più in carne di Anna Mazzamauro ed è molto più bella, Danny De Vito e Dario argento sono uno grasso e uno magro e sono brutti tutti e due ma accettare il fatto che ci sono uomini e donne fisicamente più bellocci di altri/e non implica e non giustifica l’offesa, tra l’alttro anche chi ha il fisico di De Vito o di argento o d Kathy Bates o della Mazzamauro può piacere a qualcuno e piacersi, avere storie d’amore,eccetera come chiunque altro

Leave a Reply