Punti di vista

I negozi plus size incoraggiano l’obesità?

Qualche giorno fa, girovagando su internet alla ricerca di approfondimenti sui temi che tratto, mi sono imbattuta in questo sondaggio: i negozi plus size incoraggiano l’obesità?
Non si tratta di una notizia, di una riflessione o del punto di vista di qualcuno ma solo di un argomento, inserito lì con la promessa da parte degli autori (si tratta della sezione dedicata a un programma chiamato Lorraine, in onda dal lunedì al venerdì su itv, un network britannico) di approfondire l’argomento in seguito, grazie anche agli spunti offerti dal dibattito nato tra gli utenti.

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La prima cosa che ho notato leggendo i commenti di chi passava di lì per caso è che praticamente NESSUNO ha pensato di rispondere positivamente. E ho tirato un sospiro di sollievo. Gli utenti del Regno Unito sembrano avere le idee chiare su questo argomento, e rispondono così:

1. Qualunque donna ha il diritto di potersi vestire come preferisce, potersi curare, potersi volere bene.
2. Non è affatto detto che essere in sovrappeso (secondo tabelle che, ovviamente, considerano una ‘media’) significhi non godere di ottima salute; esistono donne che indossano taglie considerate plus size eppure hanno più massa muscolare che massa grassa, praticano sport regolarmente e non hanno alcun problema di salute.
3. Ammesso che ci si trovi in uno stato di salute non ottimale, volersi bene e non sentirsi tagliati fuori dalle piccole gioie quotidiane, come poter scegliere gli abiti secondo il proprio gusto e trovarli nella propria taglia, è sicuramente condizione indispensabile per poter trovare la serenità necessaria a impegnarsi in progetti futuri (diete incluse).
4. In ultimo, qualcuno sostiene che anche se fossimo dei casi disperati e non avessimo alcuna intenzione di dimagrire o rimetterci in sesto, abbiamo comunque il diritto di agghindarci come preferiamo.

Ovviamente c’è chi non ha preso affatto bene il fatto che ci si ponesse una domanda del genere. Io presumo che la domanda sia volutamente ridicola e provocatoria e sia messa lì col preciso intento di far discutere; peraltro, sono quasi certa che discuterne, per quanto stupida possa essere la domanda in sé, sia un bene.

Fin qui tutto bene. Il fatto è che, leggendo i commenti, non ho potuto fare a meno di fare un confronto diretto con quello che accade qui quasi ogni giorno. Non sono certa che, se la domanda fosse stata posta sul sito di un programma tv italiano, la reazione ‘media’ nei commenti sarebbe stata la medesima. Ogni volta che in italia vengono pubblicate notizie, progetti, riflessioni circa il sovrappeso, la bellezza oversize (o semplicemente la bellezza in TUTTE le taglie), la moda oltre la taglia 46, la gente si suddivide in queste categorie:

1. L’aggressore (‘fate schifo. Invece di trovare scuse alzate il c*** e andate a correre’) – questi utenti sono spesso ragazzini (ma non è detto) con molto tempo e molta voglia di ‘disturbare’ per il puro gusto di farlo (o per mancanza di un altro hobby). In ogni caso si tratta di bulletti/e (o bulli/e di una certa età, perché no?) con qualche problemino di insicurezza da sfogare puntando il dito contro i difetti altrui. O, in alternativa, di persone molto superficiali.
2. Il filantropo salutista (‘mi preoccupo per voi. Tutto questo fa male alla salute. L’obesità comporta problemi gravi!’) – di solito, questi personaggi, iniziano a parlare di patologie serissime e morte anche di fronte alla foto di una donna con 2-3 kg di troppo. Ma lo dicono per voi/noi! Per qualche strana ragione, però, non sentono il bisogno di fare altrettanto di fronte alle foto di donne in sottopeso, né di portare avanti crociate contro il fumo, contro l’alcool, contro i pirati della strada… no. Il vero dramma, la principale causa di mortalità, il motivo per cui lottare, per loro, è l’adipe. Bene così.
3. L’illuminato (‘è inutile che facciate del buonismo. Vorrei proprio vedere se, trovandosi davanti questa donna così grassa, gli uomini che hanno commentato ‘sei bellissima’ la inviterebbero a cena: no, mai e poi mai. Siete degli ipocriti. Nessuno vorrebbe uscire con lei, nessuna vorrebbe essere come lei’). Che dire? Come controbattere? In fondo, loro hanno capito tutto. E infatti non esistono ragazze grasse fidanzate o sposate (?).
4. La razzista al contrario (‘siii, questa sì che è bellezzaaaaa!! Non quelle cose secche!! Le ossa ai cani!!!’) – queste ragazze non sono né pacifiche, né giudiziose, né aspirano a un mondo in cui la bellezza non sia così legata a stringenti canoni estetici. No, sono bullette, in tutto e per tutto uguali alla ragazza taglia 38 che urla ‘grassona’ alla passante taglia 50. Io, personalmente, le tollero anche meno di quanto tolleri gli aggressori, i filantropi o gli illuminati. Perché questa categoria è pericolosissima: ha il potere di invadere uno spazio in cui desideravi veicolare un messaggio positivo e trasformarlo in una sagra della banalità e del paradosso. Teriiiibbbbili (cit.)

Ovviamente esistono anche persone equilibrate, che commentano formulando ragionamenti sensati e senza sentirsi in obbligo di offendere o provocare nessuno: ma quante sono? il 5%, a voler essere ottimista?

Pensate che stia esagerando? E allora commentate e rispondetemi voi stessi ma, cosa più importante per tastare il terreno, fate rispondere i vostri amici – quelli che non mi seguono e che non sono affatto interessati all’argomento: la moda plus size incoraggia l’obesità? I blog che parlano di autoaccettazione/autostima incoraggiano l’obesità?

Sono curiosa di leggere le vostre riflessioni.

22 Comments

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    Sad_butterfly

    1 Settembre 2014 at 1:45 pm

    La moda plus size incoraggia l’obesità allo stesso modo in cui le veline incoraggiano la mercificazione del corpo femminile. Ovviamente sto estremizzando ma è indubbio che siamo bombardate da tutta una serie di messaggi, più o meno subliminali e più o meno positivi, su cosa dobbiamo o non dobbiamo fare della nostra persona e della nostra vita. Come si fa a migliorarsi come individui se la società non ci da gli strumenti per imparare ad accettarci per ciò che siamo?

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      Paolo Scatolini

      17 Marzo 2015 at 7:48 pm

      la moda plus non incoraggia l’obesità e le veline non incoraggiano la mercificazione del corpo femminile: nessuno obbliga ad ingrassare, nessuno obbliga a fare la velina

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    nicoletta

    1 Settembre 2014 at 2:02 pm

    Chiunque, qualsiasi taglia indossi, ha il diritto di potersi vestire come preferisce quindi ben vengano questi negozi. Il nostro peso, la voglia di dimagrire o meno non parte certo dal pensiero “aiuto non trovo dove comperare i vestiti”

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    Valentina Carollo

    1 Settembre 2014 at 2:09 pm

    tabacchi ed enoteche incoraggiano alcolismo e dipendenza da nicotina?

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      Elisabetta Esposito

      1 Settembre 2014 at 2:25 pm

      bravissima!

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    antonella

    1 Settembre 2014 at 2:17 pm

    la domanda è tipo: se non ci fossero vestiti oltre la 48, la gente dimagrirebbe pur di vestirsi? sicuramente ci sono canoni (peso x altezza) di salute, oltre i quali non sarebbe il caso di andare per evitare problemi, ma non siamo macchine e non possiamo sempre stare dentro uno stampino, per scelte, mancate possibilità, problemi di vario tipo. e come gli alti e i bassi, i medi, i belli e i brutti, anche i diversamente magri hanno diritto di vestirsi in modo confortevole, carino, e che valorizzi le proprie forme. e poi è una stronzata porsi questa domanda. più ci si piace, e ci si accetta (anche se over..) più è probabile che non ci si nasconda, che si voglia anche migliorarsi, etc. e accettarsi fa si che noi e chi sta intorno a noi benefici di maggiore serenità.

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    pina

    1 Settembre 2014 at 3:34 pm

    Ciao, nell’ambito del contest “the very inspiring blogger” ti ho nominata nel mio blog http://campionietester.wordpress.com/2014/09/01/the-very-inspiring-blogger/. Spero ti faccia piacere. Pina

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      Giorgia

      1 Settembre 2014 at 5:40 pm

      Grazie pina! Certo che mi fa piacere 🙂 Cercherò di partecipare a mia volta prima possibile. Di nuovo: grazie davvero.

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    Federica di Perna

    1 Settembre 2014 at 4:44 pm

    Non c’è nemmeno bisogno che dica quanto assurda è questa faccenda.
    Ah, c’è anche chi addita le persone sovrappeso come se fossero criminali che da soli affossano le casse dello stato (“lo sapete quanto costa al servizio sanitario nazionale una persona obesa che morirà di diabete, cancro al colon, infarti, ecc.?”).
    Ma il fatto che la persona vada dal medico e si faccia delle analisi non la contemplano proprio?
    E sono assolutamente d’accordo, da persona che è stata in grave sovrappeso, che non avere nulla da mettersi (ma seriamente, cioè aprire l’armadio e non trovare nemmeno un abito, una maglietta, un jeans che ti entri) è una cosa umiliante, deleteria e se il cibo è il tuo punto debole ti ci fa buttare ancora di più. Essere comunque ben vestite e sentirsi carine e a proprio agio è invece salutare e aiuta a desiderare di migliorarsi.
    E pure se io volessi abbuffarmi dal mattino alla sera, non vedo agli altri cosa dovrebbe importare!

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    TheAzzurra90

    1 Settembre 2014 at 5:37 pm

    Come può la moda plus size incoraggiare l’obesità se in giro per negozi non si trovano capi d’abbigliamento plus? Chi giudica noi in sovrappeso non conosce la nostra storia e non sa nemmeno cosa proviamo quando non troviamo un vestito della nostra taglia (io vengo presa dallo sconforto più totale…). Per loro è facile dire “dimagrisci!”, quando non sanno che sono in sovrappeso a causa di una malattia e che dimagrire per me è davvero difficile. Chi siamo noi in sovrappeso per non poterci sentire carine come le altre? Secondo me, siamo decisamente più carine!! 🙂 Quando non si ha niente da fare si apre la bocca solo per darle aria! Chiudo il tutto dicendo: oltre all’aspetto fisico c’è bene altro! C’è una persona con un cuore e con un cervello dietro a qualche chilo in più. Apprezziamo la Persona per quello che è, senza giudicare…

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    claudia

    1 Settembre 2014 at 7:21 pm

    La moda plus size incoraggia l’accettazione, io da ragazzina non trovavo mai vestiti, mi deprimevo e mi sfogavo sul mangiare, adesso posso giocare con la moda, sono più contenta mi amo e mi curo.

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    Manuela

    1 Settembre 2014 at 9:01 pm

    Tutto quello che va oltre la taglia 44 è considerato plus size. Io sono una taglia 48/50 e non entro nella maggior parte dei negozi di abbigliamento. A volte chiedo alla commessa qual è la taglia più grande che hanno, e alla risposta ringrazio e me ne vado. Una cosa che non ho mai capito è perchè le taglia dalla 48 in su devono costare così tanto, una donna non può desiderare di vestirsi senza dover fare un mutuo di questi tempi? La taglia L va bene alle mie figlie che hanno la 44, non ditemi che è la L di una volta! Grazie per avermi dato la possibilità di sfogarmi

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    Carlotta Fares

    1 Settembre 2014 at 11:50 pm

    Condivido tutto quello che hai scritto!!! Io penso che questo sia la grande barriera mentale che divide le persone…questo lo posso dire per esperienza perché sto su una sedia a rotelle (quindi le barriere sono il mio pane quotidiano) e ti posso assicurare che le volte che sono stata derisa oppure messa da parte non è stato perché stavo sulla sedia a rotella ma perkè ero grassa …Pazzesco!!! Questo perkè vedevano il grasso come una mia colpa ,anche ignoranti perché non sapevano neanche che è perkè ho problemi di salute…va be ma cosa vuoi pretendere da chi pensa che se ti vesti finalmente come una donna ,riscoprendo la tua femminilità questo non ti farà dimagrire!! ridiamoci su e andiamo avanti ..anzi quasi faccio un ordine online di vestiti…alla faccia loro!!!

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    Mariannap

    2 Settembre 2014 at 1:26 am

    Ciao,penso che i kg che ricoprono la nostra pancia..i nostri glutei e le nostre coscie servano per nasconderci dalla gente che non sa darci il giusto valore…è da questo mondo fatto solo di apparenza e superficialità’…!ti muovi tra mille ambienti e ti guardano e ti fanno sentire diversa…potresti andare in palestra e poi potresti diventare una taglia 42 ma non lo fai!io sono stata una taglia 42 dopo un estenuante dieta ed era tutto diverso..compravo mille vestiti e gironzolavo su tacchi altissimi ma non mi sentivo me stessa…mi sentivo un extraterrestre..!una donna non si valuta per il suo aspetto fisico ma per le altri doti che possiede!

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    Klary

    2 Settembre 2014 at 9:27 am

    Io penso che come i negozi plus size incoraggiano all’ obesità, i negozi normali e le passerelle incoraggiano ad altro anoressia e bulimia, quindi quello che dico io è di non esagerare ne da un lato ne dall’altro, però la possibilità di vestirsi bene e sentirsi bene non si deve negare a nessuno, una ragazza in sovrappeso si deve controllare tanto quanto una ragazza sottopeso ! Quindi niente moralismo Ogniuno deve pensare a se stesso e diamo l’opportunità a tutti di coccolarsi e volersi bene, perché se una persona vuole bene a se stessa anche gli altri gli vuole bene !!! E comunque io sono una plus size ma i ragazzi non mi sono mai mancati !! ;-p

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    manuela

    8 Settembre 2014 at 8:33 am

    Vorrei aggiungere un commento a quello precedentemente lasciato qui: Perchè discutere di negozi “plus size” e non del cibo spazzatura? Non è forse quello che incoraggia l’obesità presentando tale cibo come appetitoso e sano?

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    Elisa

    23 Ottobre 2014 at 4:04 pm

    In questo caso, le taglie 38 incoraggiano l’anoressia. Le borchie, l’aggressività e l’intimo che di va di moda ultimamente (…sapete quelle robe con le coppe ultra, ma ultra, ma ultra imbottite, che se chiedi “scusi, ma senza coppa”? ti guardano male e ti cacciano dal negozio) la prostituzione.

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    sassa

    17 Marzo 2015 at 11:18 am

    è come dire che un’enoteca incoraggia l’alcolismo

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    lora

    17 Marzo 2015 at 11:22 am

    io faccio parte di coloro che portano la tg 46 e quindi non sono magra ma come hai detto sopra faccio sport tre volte la settimana, cerco di mangiare cose salutari, cucino in modo sano ma sono sempre un po rotondetta, il mio problema sono le gambe e purtroppo posso fare poco ma a mio marito piaccio anzi quando sono dimagrita per lui un po troppo mi ha detto che a lui non piacciono pelle e ossa… meno male e sono sposata con lui da 14 anni oltre ad essere insieme tra fidanzamento e convivenza da 24 anni, quindi? non è proprio che le rotondette o grassoccie non abbiano una vita e che cavolo!!!!

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      Daniela

      14 Luglio 2015 at 11:24 pm

      ricorda che se una vuole dimagrire, lo deve fare per se stessa e poi mariti, fidanzati compagni etc etc..la pelle è nostra e ci dobbiamo stare bene noi, nei nostri panni 🙂 detto questo, anche io condivido la tua idea lora e anche io ho il problema delle gambe, ma quello purtroppo è solo un fatto di costituzione ossa…magari hai anche un bel seno e un punto vita abbastanza evidente…ma quando il bacino e le ossa delle ginocchia sono grosse si può fare ben poco (te lo dice una massaggiatrice)…in 6 mesi ho perso 9 kg con il solo risultato di vedermi uguale a prima….solo con il seno svuotato e un viso che non mi riconosco quasi più…devi avere anche una grande forza di volontà

  17. Avatar

    A

    17 Marzo 2015 at 12:54 pm

    … La mia risposta è: no. La moda plus size non incoraggia
    l’obesità, incoraggia soltanto l’auto accettazione e la cura di sé. Il modello
    estetico imperante in questo scorcio temporale non è quello che andava il secolo
    scorso, cambia e cambierà ancora. È, in altre parole, relativo. Anche se la direzione
    verso la quale si sta andando sembra (sembra) essere quella del “non canone”,
    di inserire alte, basse, magre, grasse ( cercate sul web un articolo nonmiricordopiùdove
    sulle modelle con la vitiligine, quella con una protesi artificiale al posto di
    una gamba etc etc). Però, prima di raggiungere l’equilibrio, io credo che la
    società passi da un estremo all’altro (w le magre o le ossaaicani sono
    estremismi). Mi sembra che tu l’abbia detto da qualche parte, cara Giorgia, e
    condivido assolutamente. Per la questione salute, può essere vero in parte che
    l’obesità comporti dei rischi, ma bisogna valutare caso per caso. Il sovrappeso
    NON comporta rischi. È solo sovrappeso. Un’obesità importante può darne, ma non
    è nemmeno detto. Io sono sempre stata magra, e fino ai miei 30anni avevo il
    classico fisico (da strafigaJ) snello con tettone. Ma non era mai abbastanza, non
    mi piacevo (che assurdità, vero?) e tra l’altro, nemmeno mi sapevo valorizzare.
    Perché? Perché, come tante altre ragazze, proiettavo le mie insicurezze psicologiche
    ed emotive sull’aspetto esteriore. Ero sempre a dieta, nell’assurda convinzione
    che da magra avrei raggiunto gli obiettivi ai quali aspiravo. E avevo 58 cm di vita: ero già magra!
    Poi, per problemi di salute, abbinati a tantaaaa pigrizia, sono ingrassata,
    fino a sfiorare oggi un bel quintale. E sì, con la mia ossatura sottile, i miei
    50anni, purtroppo i chili in più mi stanno dando problemi di salute. Ma,
    paradossalmente, non di autostima. Nel frattempo, sono cresciuta come persona,
    ho raggiunto i miei obiettivi, risolto le contraddizioni interiori, e non ho
    più bisogno di proiettare nulla fuori di me. Tutto quello di cui ho bisogno è
    dentro di me. (altrimenti è nel frigo, per fare una battuta e rendere meno
    pesante il discorso… J) Non fuori! L’aspetto esteriore dovrebbe essere
    vissuto per quello che è: un dato concreto, oggettivo, senza proiezioni. Bionda,
    bruna, naso lungo, naso a patata, occhi marroni, tette piccole o meno… Ma è
    anche, visto che qui si parla di fashion, un modo per esprimere se stessi
    tramite il look. Dopo aver passato i miei primi anni da grassa a nascondermi
    sotto roba larga, leggendo qui e là, ho scoperto i marchi plus size (esteri,
    manco a dirlo…). Quindi, paradossalmente, sono più curata e attenta a valorizzarmi
    ora, che non da ragazza. Ricordo ancora quel momento in cui ho indossato un
    vestito taglia 56 marca IGIGI: mi sono vista sexy. E lo ero! Da allora, il mio
    stile ha subito una parabola di soddisfazione e risultati: ho trovato un taglio
    di capelli adatto a me, mi sono truccata con più attenzione, sono salita sui
    tacchi e sì, sono più curata e consapevole dei miei punti di forza (ci sono
    sempre, anche con una taglia 56) adesso di quando indossavo una 42. ciò non implica
    che io non stia cercando di perdere peso con tutte le mie forze per i miei problemi
    di salute. Ma se non dovessi riuscirci (perché non è facile e alla mia età è
    altamente improbabile che ritorni ai 58 cm di vita…), non mi cospargerò il capo di
    cenere nascondendomi. Continuerò a far shopping on line, con i marchi che
    valorizzano il mio corpo, e che non lo mortificano con sacchi informi. Se avrò
    voglia di esprimermi con la moda e di giocare con il look: la mia sicurezza
    interiore non dipende più dal mio aspetto esteriore. Ciò non toglie che un
    aspetto esteriore curato è gradevole, e un buon biglietto da visita di se
    stessi. Ma deve esserci libertà in questo, libertà dai canoni estetici (un
    esempio – estremo- per tutti: look classico da sciura o cresta punk viola, o
    minigonna inguinale e tacconi: canoni estetici diversi, un gioco come un altro,
    non un dato migliore di un altro. Ciascuno deve sentirsi ed essere libero di
    vestirsi come cavolo vuole). Purtroppo questa società vive di apparenza, in
    superficie, e ogni conflitto interiore tende a riflettersi sull’esteriore. Che
    è, e dovrebbe essere, solo un dato oggettivo, come il fatto che a certe
    condizioni (non a tutte) l’obesità comporta problemi di salute. Invece, nei
    commenti che lo affermano (i salutisti) ma anche di chi lo nega, io leggo solo
    proiezioni emotive. Questa è la mia testimonianza… Spero che sia utile
    soprattutto a tutte quelle ragazze insicure, come lo ero io da giovanissima.

  18. Avatar

    Paolo Scatolini

    17 Marzo 2015 at 7:42 pm

    le taglie 38 non incoraggiano l’anoressia, i negozi per plus size non incoraggiano l’obesità, detto questo che l’obesità (che NON è 2-3 Kg di troppo) sia un (uno dei tanti) fattore di rischio per la salute è vero ma anche così niente c’è comunque il diritto di vestirsi bene, curarsi esteticamente eccetera. Quanto alla bellezza poi secondo me va accettato serenamente il fatto che esistono uomini e donne fisicamente più belli di altri/e e non è solo questione di taglia (Dario Argento e Anna Mazzamauro sono magri ma non certo bellissimi poi tu soggettivamente puoi trovarli belli come puoi dire che per te sono belli Danny De Vito e Kahy Bates ma i bellocci restano altri e va accettato)..ma certo anche chi non è “bellissimo/a” può essere felice o infelice, può amare, essere amato/a come chiunque altro e non è giusto umiliarlo

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